TRATTAMENTO DEI DISTURBI DEPRESSIVI

Lo studio di psicoterpia DisUmore si occupa esclusivamente di Disturbi Depressivi.


La depressione è il disturbo psicologico più diffuso nel mondo, nonostante ciò è ancora molto sotto diagnosticato e non curato adeguatamente, per cui assume un andamento cronico e ciclico.

La depressione è caratterizzata da uno stato costante di insoddisfazione e tristezza, associato a pensieri negativi e pessimistici circa se stessi e il proprio futuro.

Essa causa un deterioramento della qualità della vita e del funzionamento psicosociale di chi ne soffre


Disturbi Depressivi

Lo studio di psicoterpia DisUmore si occupa esclusivamente di Disturbi Depressivi che vengono trattati tenendo conto:

  • del punto di vista soggettivo del paziente: ciò che egli prova e vive quotidianamente;
  • del punto di vista psicologico: le emozioni, i pensieri e i comportamenti disadattavi del paziente che mantengono il disturbo;
  • del punta di vista psichiatrico: i sintomi fisici legati alla sfera biologica.

Secondo il manuale dei Disturbi mentali, i Disturbi Depressivi si classificano come segue

Disturbo Depressivo Maggiore

La depressione è un disturbo che ha un’elevata prevalenza nella popolazione, assume un andamento cronico e ciclico e causa un deterioramento della qualità della vita e del funzionamento psicosociale di chi ne soffre (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è la seconda causa di disabilità dopo l’infarto), nonostante ciò è ancora molto sotto diagnosticata e non curata adeguatamente.

Parole come “mi sento depresso”, “mi sento triste”, “sono giù di corda” sono spesso usate, nel linguaggio corrente, come sinonimi per esprimere stati d’animo, di durata variabile, in cui la persona si sente abbattuta, avvilita, scoraggiata in relazione, o meno, ad un evento scatenante. Tutto ciò può essere normale e durare solo qualche settimana.

Una persona depressa si sente triste, stanca, affaticata, svogliata, sempre meno interessata a quello che prima la gratificava, non riesce più a provare piacere per le attività quotidiane e spesso perfino a stare in compagnia delle persone che più gli sono vicine.

Le emozioni più frequenti sono la tristezza e l’angoscia spesso associate ad ansia e irritabilità. I comportamenti che la persona depressa mette in atto tendono a ridursi, generando una sorta di isolamento, mentre i pensieri diventano sempre più negativi e pessimistici. Inoltre la depressione può comportare anche una serie di sintomi fisici e alterazioni neurovegetative: cefalea, perdita di concentrazione e memoria, insonnia o ipersonnia, disregolazione del circuito fame-sazietà con perdita o aumento di appetito e, di conseguenza, di peso.

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La depressione può manifestarsi con diversi livelli di gravità, da lieve e circoscritta a particolari fasi della vita, a moderata, fino ai casi più gravi in cui la persona non riesce più a svolgere neanche le normali attività quotidiane. Se non curata, la depressione può cronicizzare, alterando la qualità della vita, le relazioni affettive e compromettendo il funzionamento sociale e lavorativo della persona.

Secondo il DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), per parlare di depressione è necessaria la presenza di almeno 5 dei seguenti sintomi, che si protraggono tutti i giorni per almeno 2 settimane:

  • Umore depresso per la maggior parte del giorno
  • Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno (anedonia)
  • Significativa perdita di peso o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell’appetito
  • Insonnia o ipersonnia
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio
  • Faticabilità o mancanza di energia
  • Sentimenti di autosvalutazione o sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa
  • Diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, o difficoltà a prendere decisioni
  • Ricorrenti pensieri di morte

Dal punto di vista psicologico sentirsi depressi significa guardare se stessi, gli altri e la realtà con delle lenti distorte che fanno si che tutto appaia difficile e negativo.

La modalità negativa di pensare, di provare emozioni negative, e di comportarsi in modo disadattivo sono gli elementi chiave della Depressione.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale si focalizza soprattutto sui modi in cui un soggetto interpreta e reagisce agli eventi che accadono attorno a lui, sulla valutazione che quest’ultimo dà di se stesso, della propria realtà e del futuro.

L’assunto di base è che i pensieri e le convinzioni negative su di sé, sul mondo e sul futuro abbiano un ruolo chiave nell’esordio e nel mantenimento della depressione. Il terapeuta, ricorrendo a specifiche tecniche terapeutiche, aiuterà il paziente ad identificare e modificare i pensieri e le convinzioni negative, al fine di influire positivamente sul tono dell’umore della persona, sulla sua ripresa delle attività e sulla cessazione del ritiro sociale.

L’obiettivo della terapia sarà spezzare il circolo vizioso di mantenimento della depressione, attraverso un lavoro terapeutico sulla componente comportamentale, cognitiva ed emotiva della persona.

Disturbo Depressivo Persistente

Il Disturbo Depressivo Persistente ha un carattere cronico, spesso associato ad un esordio precoce e insidioso, infatti può manifestarsi già nei bambini o nella prima età adulta. Se l’esordio è precoce e la persona non viene curata adeguatamente, tale disturbo finisce con il caratterizzare lo stile di vita della persona, ovvero è difficile distinguere il disturbo da un modello abituale di comportamento della persona.

I sintomi che più spesso portano ad una consulenza medico-psicologica sono quelli attinenti alla sfera somatica, come mancanza di energia fisica, apatia, insonnia o ipersonnia, inappetenza o iperfagia.

Da un punto di vista psicologico le persone che soffrono di tale disturbo sono caratterizzate da un vissuto di inutilità, la loro visione della vita ha una coloritura pessimistica. Non hanno entusiasmo per nulla, accettano passivamente le decisioni di familiari, amici e colleghi.

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La concezione di sé, che hanno le persone con tale disturbo, è contraddistinta da autosvalutazione e bassa autostima, e tali sentimenti incidono sulle loro capacità e sulle prestazioni. Tutto appare difficile, gli impegni lavorativi sono vissuti come delle difficoltà insormontabili. Stanchezza, tensione muscolare, mancanza di energia si accompagnano e si alternano a nervosismo, facile irritabilità, difficoltà di concentrazione e di memoria, inoltre la mancanza di decisione e motivazione determina un atteggiamento di dipendenza verso gli altri.

Questi aspetti portano ad un disadattamento alla vita con ripercussioni negative sul piano scolastico o lavorativo e ad un atteggiamento passivo e dipendente nelle relazioni interpersonali e familiari.

Secondo il DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), il Disturbo depressivo persistente è stabile della durata di almeno due anni ( un anno nei bambini) ed è caratterizzato da:

  • Disturbo dell’alimentazione
  • Disturbo del sonno
  • Faticabilità, scarsa energia
  • Bassa autostima
  • Difficoltà di concentrazione o nel prendere decisioni
  • Sentimento di disperazione

Disturbo Depressivo con esordio del Peripartum

La depressione peripartum riguarda dal 10% al 20% delle donne che hanno partorito.

Dopo la nascita di un bambino, può capitare che la neo-mamma possa provare emozioni ambivalenti: da una parte sentirsi felice e dall’altra sentirsi triste, impaurita e irritabile. Tutto ciò è causato dai repentini cambiamenti ormonali e dalla difficoltà che l’accudimento di un neonato comporta. Quindi sentimenti di tristezza sono fisiologici, passeggeri e utili a stimolare la neo-mamma a trovare un nuovo equilibrio psicologico con se stessa, con il bambino e con il partner. Se, però, i sentimenti di tristezza, paura e rabbia persistono per più di 15/20 giorni ci troviamo di fronte ad un disturbo che necessita di un trattamento psicoterapeutico al fine di ripristinare il benessere della donna.

Secondo il DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), la Depressione Periparto è un sottotipo del Disturbo Depressivo Maggiore.

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Tale sottotipo viene diagnosticato quando la comparsa dei sintomi di alterazione dell’umore avviene durante la gravidanza o nelle quattro settimane successive al parto.

Il maternity blues invece è la condizione fisiologica in cui si trova la neo-mamma nei primi giorni di vita del bambino, quando prova sentimenti di tristezza e gioia contemporaneamente.

Dal punto di vista psicologico la Depressione peripartum necessita di un trattamento psicoterapico efficace, che comprenda un lavoro sulla neo-mamma, sulla relazione madre-bambino e coinvolge anche il papà e le funzioni genitoriali che egli può svolgere.