Depressione: 5 cose da non fare se sei depresso [video]

La depressione è un disturbo in cui si manifestano vari sintomi emotivi, cognitivi, comportamentali e fisici. Tali sintomi, di solito, si manifestano progressivamente nel corso del tempo. I primi segnali a comparire, spesso, sono la stanchezza, il disinteresse verso alcune persone e alcune attività, la tristezza o l’intolleranza, le difficoltà nel sonno e l’inappetenza o la fame emotiva. Questi sintomi, se non vengono risolti nel breve periodo, peggiorano l’umore e portano all’insorgenza di altri sintomi quali: l’isolamento sociale, l’umore depresso, i disturbi del ciclo sonno-veglia e dell’appetito, l’apatia, i disturbi di memoria e concentrazione, costanti ruminazioni sulla propria condizione di malessere. Tutto ciò crea un circolo vizioso che si autoalimenta e peggiora lo stato depressivo. Per evitare questo, è utile adottare fin dai primi segnali di allarme, alcuni importanti comportamenti in modo da non aggravare il senso di malessere.

COSA NON FARE QUANDO SEI DEPRESSO

La depressione, se non adeguatamente curata all’insorgenza dei primi sintomi, ti porta a mettere in atto dei comportamenti che peggiorano l’umore e aggravano così la tua sintomatologia depressiva. Per esempio: ti senti stanco, non hai voglia di uscire con gli amici né di prepararti la cena e decidi di mangiare ciò che trovi di pronto nel frigorifero e poi andare a letto. I giorni successivi segui questo stato di malavoglia e apatia e continui a tralasciare alcune attività e ti isoli sempre di più. Questi atteggiamenti, se prolungati nel tempo, peggiorano il tuo umore perché vanno ad incidere negativamente sul senso di autoefficacia quindi, più in generale, sul tuo senso di autostima perché, molto probabilmente, comincerai a pensare “non sono più quello di una volta”, “sono una persona debole”, “nessuno è più interessato a me”. Ovviamente questi pensieri di autocritica e autocommiserazione peggiorano il senso di malessere. Per evitare ciò, è utile mettere in pratica questi 5  importanti comportamenti:

1. Continua a svolgere attività piacevoli e utili perché assecondare il senso di stanchezza peggiora l’apatia: meno fai, meno hai voglia di fare. Quando sei depresso ti senti affaticato e debilitato e, per questo motivo,  interrompi  certe attività o le fai con molta fatica. La stanchezza che provi è dovuta da processi psicologici negativi che hanno ripercussioni anche dal punto di vista fisico, ovvero il costante malumore e i pensieri negativi affaticano anche il tuo corpo e ti fanno sentire stanco fisicamente, spossato, senza forza ed energia. Però lo sbaglio peggiore che tu possa fare è assecondare questa sensazione smettendo di svolgere delle attività o diminuendole. Il “non fare”, se continuato nel tempo, crea e mantiene pensieri negativi come: “non ho voglia di fare nulla, non sono più come quello di una volta quando sbrigavo mille attività, sono diventato un incapace”, oppure “non ho più la forza di prima…sono debole”. Questi pensieri negativi su te stesso vanno ad incidere sul senso di autostima peggiorando l’immagine di te e questo peggiora l’umore. Si crea, così, un circolo vizioso:

 

Quindi, è fondamentale che continui a fare attività piacevoli e utili come uscire con gli amici, coltivare i tuoi hobby, fare attività fisica e attività rilassanti, curare il tuo aspetto fisico, mangiare in modo sano ed equilibrato.

2. Non ruminare sul tuo malessere“perché mi sento così stanco o apatico?”, “perché non riesco a dormire come prima?”, “perché proprio io devo sentirmi così”, “sono diventata una pessima mamma… mi sento in colpa”. A volte hai il pensiero errato che più pensi ad un problema o ad una preoccupazione più è probabile che tu ne capisca le cause e trovi la soluzione, ma spesso non è così, perchè la ruminazione non è un modo di pensare costruttivo orientato alla soluzione ma è un processo che ti porta a riflettere sulle sensazioni negative che provi e a domandarti il perché di tali sensazioni senza, però, trovare un motivo o una soluzione. Attraverso questo processo i pensieri negativi su di te peggiorano, diventano sempre più autocritici, svilenti e svalutanti e questo aggrava l’umore che a sua volta intensifica le ruminazioni. Ci sono diversi modi per gestire il processo ruminativo, per esempio, potresti scrivere o fare una registrazione audio dei tuoi pensieri negativi in modo poi da rileggerli o riascoltarli e capire se hanno un fondamento nella realtà o sono frutto del tuo malumore di quel momento. Oppure, quando ti accorgi che stai ruminando, ritorni al presente, a ciò che stai facendo concentrandoti sugli oggetti attorno a te, alle loro forme, ai loro colori, osserva le sensazioni fisiche ed emotive che provi in quel momento. In questo modo la tua mente è concentrata sul presente e il processo ruminativo si interrompe.

3.Non isolarti dai tuoi amici e dalle abituali frequentazioni altrimenti peggiora la tua percezione di solitudine e incomprensione. Quando sei depresso, solitamente ti isoli per due motivi principali: il primo perché pensi di non essere più interessante e simpatico come prima quindi ritieni di essere un peso per gli altri. Il secondo motivo è che reputi che nessuno voglia più la tua compagnia perché, col tempo, noti che i tuoi amici ti cercano meno. Queste valutazioni sono errate: non consideri che, senza volerlo, sei stato tu il primo ad allontanare i tuoi amici, per esempio, rifiutando i loro inviti, non chiamandoli più e mostrando un atteggiamento di chiusura che non permette loro di avvicinarsi. Quindi, l’allontanamento degli altri è diretta conseguenza di un tuo iniziale distacco dovuto all’umore depresso. L’isolamento, però, è un fattore di mantenimento e peggioramento della depressione perchè crea giudizi negativi su di te come “non sono più interessante..”, “non sono più divertente e piacevole…”, “non mi vogliono più bene..” e, ovviamente, questo aggrava il tono dell’umore e mantiene il circolo vizioso della depressione. Quindi mantieni i contatti almeno con gli amici più cari, con le persone con cui ti senti più a tuo agio; racconta loro in che modo possono starti vicino in questo momento di malessere così che non si allontanino lasciandoti sempre più solo con il tuo disagio.

4. Non minimizzare i sintomi pensando che la depressione sia sinonimo di debolezza o fragilità. Spesso è il contrario, persone che sono sempre state autonome, indipendenti, decise, assertive, risolute e attive, nel momento in cui vivono un evento di vita che incide negativamente sull’immagine di sé, possono sviluppare una sintomatologia depressiva. L’associazione depressione-debolezza o depressione-mancanza di volontà si riscontra non solo in chi soffre di depressione, ma anche in un familiare o amico  di chi soffre di questa patologia. Tante volte per questo modo erroneo di pensare scegli di soffrire in silenzio e non chiedi aiuto o fai molta fatica ad affidarti a professionisti della salute mentale e cerchi di resistere e combattere per dimostrare a te stesso e agli altri di farcela, di essere forte. La depressione è un disturbo clinico che si manifesta sul piano biologico, psicologico e sociale, non è un disturbo di cui vergognarsi o da nascondere. Nessuno sceglie di diventare depresso. Dimostri grande intelligenza, coscienziosità e rispetto verso te stesso se intraprendi un percorso di cura per risolvere il tuo stato di malessere.

5. Fare da solo pensando che col tempo passi. E’ importante che ti rivolga ad un professionista qualificato ai primi segnali di disagio e malessere in modo da non aggravare la situazione riducendo così anche i tempi di risoluzione della sintomatologia depressiva. La depressione non si risolve magicamente o con la sola forza di volontà, è un disturbo che colpisce persone di tutte le età, provenienti da ogni ceto sociale e di tutti i Paesi. Non guarda in faccia nessuno. Lo stato depressivo ti provoca un disagio psicologico significativo e influisce sulla tua capacità di eseguire i compiti della vita quotidiana a volte con conseguenze disastrose nei rapporti con le altre persone. Non puoi aspettarti di risolvere il disturbo da solo, anche perché così facendo aumenteresti il rischio di ricadute. E’ importante che inizi, ai primi segnali di malessere, a prenderti cura di te nel modo più corretto possibile, rivolgendoti a specialisti della salute mentale anche solo per un primo consulto in modo da comprendere e definire meglio qual è il tuo disagio e quali sono le cure più adatte.