Depressione post separazione

 

I matrimoni a rischio di depressione post separazione, sono quelli in cui non appena affiorano divergenze riguardo ai propri bisogni essenziali, ciascuno partner avverte che si corrono dei rischi troppo alti e le emozioni che si provano sono intollerabili, per cui dopo un periodo più o meno lungo di conflittualità la coppia si rompe.Oppure, ci sono i matrimoni in cui un solo partner negli anni cresce psicologicamente e modifica i propri bisogni, per cui modifica le sue richieste affettive, e l’altro non è pronto a cambiare e iniziano ad emergere i conflitti e si inizia a litigare. In tali casi o la coppia rimane insieme nevroticamente per motivazioni economiche, etiche o religiose oscillando tra rabbia e delusione, oppure i partner si lasciano, con una responsabilità e colpa maggiore a carico di chi vuole separarsi, perché al di là di tutto per sposarsi bisogna essere in due, per separarsi basta uno.

In tutti i matrimoni le crisi sono inevitabili, fanno parte del processo di crescita e di cambiamento a cui tutte le relazioni affettive vanno incontro. I matrimoni sani sono quelli in cui ciascuno dei partner riesce a mettersi in discussione, riesce a tollerare le emozioni forti che la conflittualità di coppia comporta, e riesce a cambiare i propri bisogni affettivi e le proprie priorità di vita .Quando non si riesce a superare la crisi,  i matrimoni o le relazioni sentimentali importanti finiscono, dopo i litigi, la rabbia e la delusione reciproci, ciascun partner deve confrontarsi con il distacco reale ed emotivo dall’altra persona e viversi una depressione post separazione, se vuole realmente ricostruire una propria identità soggettiva e ricominciare a vivere serenamente.

La depressione post separazione o post divorzio in una coppia è molto comune, infatti il distacco reale ed emotivo è un evento particolarmente stressante e doloroso, che può portare a problemi di salute mentale. In particolar modo la depressione post separazione, si rileva soprattutto nelle persone più sensibili e fragili emotivamente o in chi ha già sofferto di depressione . Tutti gli esseri umani quando vivono una separazione coniugale o un divorzio vanno incontro ad una fase di depressione post separazione, essa è caratterizzata da un profondo stato di tristezza associato al periodo di vita successivo al distacco dal partner, spesso accompagnato da chiusura, isolamento, apatia, e rabbia, che sono le stesse caratteristiche che riscontriamo nella depressione clinica. La depressione post separazione è quindi uno stato normale, proprio perché la separazione è una perdita affettiva importante non solo dell’altra persona, ma anche di quello che l’altra persona rappresentava per la nostra identità. Infatti, un rapporto sentimentale è centrale per definire e ampliare parti della nostra identità, e come se l’identità di ciascun partner crea un’identità di coppia che rende più stabile e flessibile quella individuale.

Ogni persona, nel corso degli anni vive con il proprio compagno molte esperienze di vita intense, ed è proprio all’interno della relazione sentimentale che l’altra persona ci conferma ciò che noi siamo o che siamo riusciti ad essere nel corso del tempo. Tale processo detto di rispecchiamento emotivo reciproco, diventa centrale affinchè ciascun membro della coppia diventi consapevole delle proprie caratteristiche e delle proprie qualità, che sono i mattoni della nostra identità personale. Proprio per questo, uno stato di depressione post separazione è normale, perché la separazione coniugale è, non solo caratterizzata dalla perdita dell’altra persona, ma spesso include tante altre perdite: economiche, di aiuto pratico, di ruolo sociale e familiari; e mette a dura prova l’identità e la vita concreta della persona. Paradossalmente è molte più facile affrontare un lutto che un distacco sentimentale, perché nel lutto perdiamo definitivamente l’altra persona, ed è più facile avviare il processo di rielaborazione della perdita, mentre nella separazione dobbiamo fare i conti con i sentimenti di rabbia e delusione, che emergono quando, a seguito del distacco, ognuno dei due partner inizia a comportarsi in modo differente rispetto al passato. Spesso la rabbia e la delusione, che si provano sia nella fase del distacco che nei mesi successivi, può contribuire a causare la depressione post separazione e ad ostacolare la rielaborazione della perdita e la ricostruzione di una propria identità soggettiva senza l’altro.

 

Il periodo di depressione post separazione dovrebbe durare circa un anno, ma se si prolunga eccessivamente (oltre i 12/18 mesi), ci si continua a sentire tristi, arrabbiati, delusi e permane un senso di solitudine incolmabile, ci troviamo di fronte ad una vero e proprio disturbo psicopatologico. Nei casi in cui la depressione post separazione persiste, noi del centro Disumore, proponiamo un percorso di gruppo, basato sull’accettazione e sulla consapevolezza del processo di perdita legato alla separazione o al divorzio e sull’accettazione dei vissuti depressivi. Tale percorso, secondo la nostra esperienza, è utile perché il gruppo permette la condivisione emotiva e una maggiore consapevolezza dei vissuti emotivi personali connessi alla separazione o al divorzio, e con l’aiuto di un terapeuta esperto si può riavviare il processo di crescita personale e riattivare le risorse necessarie per riprendere una progettualità di vita autonoma.

 

  • Perché una separazione o un divorzio può causare una depressione post separazione grave?

La risposta è che ogni separazione affettiva importante mette a dura prova la nostra identità e i nostri bisogni emotivi prioritari sottostanti. La perdita della persona dovrebbe portare alla consapevolezza dei propri bisogni emotivi e di quella parte della propria identità che si condivideva (forse illusoriamente) con l’altra persona. Per cui il distacco fisico ed emotivo dal proprio compagno necessita di una fase di depressione post separazione, a cui però deve far seguito un processo di rielaborazione, che porta ad una maggior consapevolezza di sé e dell’altro e una successiva ridefinizione dei propri bisogni emotivi e della propria identità. E come se, prima ciascun partner dovesse riconoscere ciò che di buono c’è stato nella relazione di coppia, e quello che grazie al riconoscimento affettivo dell’altra persona ciascuno è riuscito ad esprimere nella vita, e solo successivamente ogni membro della coppia può uscire da tale fase con una maggiore consapevolezza della propria identità, delle proprie capacità e delle nuove possibilità future.

  • Cerchiamo di capire meglio……le relazioni sentimentali

Tutte le correnti psicologiche sono concordi nell’affermare che ogni individuo (così come anche gli animali) viene al mondo con l’aspettativa di stabilire un legame con un altro essere umano che si prende cura di lui. Tale legame primario detto di attaccamento tra bambino e madre, permette al piccolo di attribuirsi alcune caratteristiche personali, a seconda di come la madre risponde ai suoi bisogni fisici ed emotivi, soprattutto nei primi tre anni di età.

All’interno delle prime relazioni familiari, prima con la madre poi con il padre ed eventuali fratelli o sorelle o familiari stretti, ciascun bambino esprime i propri bisogni emotivi primari: Essere amato, Essere stimato, Essere protetto, Essere educato (senso del dovere e del sacrificio) e a seconda di come risponde l’ambiente circostante struttura una propria identità. L’identità poi si riflette sul determinare ciò che è importante nella vita, e determina il modo di reagire alle varie esperienze (emozioni positive o negative: gioia, tristezza, rabbia, colpa, curiosità e paura). Nel caso in cui tali bisogni siano stati trascurati o non accolti, come quasi sempre avviene, il bambino e il futuro adulto cresce con alcune sensibilità o mancanze o vere e proprie fragilità. Ognuno di noi, comunque sarà portato a ricercare altre relazioni significative, che lo possano aiutare a stabilizzare e compensare quelle sensibilità/ fragilità e a evitare o interrompere quelle relazioni o situazioni che amplificano le proprie sensibilità/ fragilità, anche a costo di autolimitarsi nella propria progettualità futura. Questo vuol dire che all’interno di una relazione sentimentale ciascun partner cerca di sentire che l’altro accoglie la propria sensibilità/fragilità ma allo stesso tempo le varie esperienze emotive vissute insieme gli permettono di capire che quella fragilità non è così grande e grave come lui pensa.

  • Quando la depressione post separazione si lega ad una crisi di identità?

Come detto, ogni individuo porta con sé le proprie sensibilità/fragilità rispetto a bisogno emotivo primario e desidererebbe che all’interno delle sue relazioni affettive tali bisogni sia condivisi e appagati, al fine di tutelarsi dalle angosce sottostanti. Per esempio se sono stato trascurato o mi è mancato l’amore di un genitore, da grande sarò più sensibile di altri a eventi come perdite e separazioni e tenderò a ipervalutare la possibilità che un’altra persona mi abbandoni o mi rifiuti, e se ciò avverrà mi attribuirò la colpa.

La depressione post separazione si trasforma in una crisi di identità, quando la persona ha costruito tutta la sua identità sulla relazione sentimentale, ed essendo essa una relazione d’attaccamento, viene vissuta come un’ulteriore possibilità nella vita di appagare i bisogni emotivi primari che nell’infanzia sono stati trascurati e non provare più le angosce sottostanti. Ma tanto più i bisogni emotivi infantili sono stati trascurati, tanto più le angosce spesso non consapevoli che ciò possa riaccadere sono intense e i tentativi per evitarlo sono rigidi e disadattivi. E come spesso avviene accade proprio ciò che temevamo e tentavamo strenuamente di non far riaccadere: la profezia che si autoavvera. Per cui se durante il passaggio dall’innamoramento adolescenziale all’amore maturo non si è riusciti ad abbandonare certe aspettative e superare le angosce corrispondenti, con la perdita della persona amata siamo costretti a prenderne atto.

Il matrimonio è…l’immagine del paradiso e dell’inferno più dettagliata che possiamo avere in questa vita. La depressione post separazione serve a integrare il paradiso e l’inferno, per tornare a vivere…da soli