Cura della Depressione: tre cose che i familiari dovrebbero evitare e tre cose che devono fare

Cura della Depressione: tre cose che i familiari dovrebbero evitare e tre cose che devono fare

Quando si parla di cura della depressione troppo spesso si rivolge il trattamento solo alla persona depressa, non tenendo in conto il suo contesto familiare. Secondo il parere dei professionisti dello studio di psicoterapia cognitiva Disumore per la cura della depressione , a Milano, invece il coinvolgimento dei familiare può essere non solo utile ma spesse volte necessario, per aiutare il paziente a iniziare il percorso di cura. Infatti, secondo i dati istat, chi soffre di depressione spesse volte non inizia un percorso di cura o se arriva da un professionista ci arriva solo quando la malattia è diventata invalidante: la persona non riesce più ad avere un funzionamento sociale e lavorativo normale.

Cura della depressione: il ruolo dei familiari delle persone depresse

Questo articolo è rivolto ai familiari delle persone depresse: “Se hai il forte sospetto che un tuo familiare (o persona cara) sia depresso, è bene adottare alcune regole di comportamento per agevolare la cura della depressione”.

Primo non giudicare la persona. Secondo non sentirti impotente e non colpevolizzarti o colpevolizzare la persona. Terzo non rimanere fermo ad aspettare che prima o poi passerà. Al contrario è importare che inizi a dialogare con la persona malata, cerchi di metterti nei suoi panni per comprendere il suo malessere e alla fine lo aiuti a decidere di chiedere aiuto ad un professionista che si occupa esclusivamente della cura della depressione.

Primo errore: giudicare

Di fronte ad una persona triste, sempre stanca, che non ha più voglia di far nulla eccetto stare a letto, può venire spontaneo giudicarla, criticarla e dirle che con un po’ di buona volontà può ritornare quella di prima e ritrovare la gioia di vivere.

Sono atteggiamenti sbagliati, perché la persona non si sente più la stessa e forse non vuole neanche essere la persona che era prima. Un Disturbo Depressivo spesso simboleggia che c’è qualcosa da cambiare nel proprio modo di affrontare la vita e da soli non si è capace di farlo, per cui sicuramente la buona volontà non può essere la cura della depressione.

Diversi studi scientifici dimostrano che un atteggiamento giudicante o pressante da parte di un familiare porta ad un ritardo nelle cure o a un esito peggiore nella cura della depressione. I familiari, se consapevoli di cos’è un Disturbo Depressivo, possono diventare una risorsa per la cura della depressione, soprattutto con persone giovani.

 

Secondo errore: sentirsi impotenti e colpevolizzarsi

Quando al proprio marito/ moglie o al proprio figlio viene fatta diagnosi di Depressione, il paziente si sente meglio, mentre può succedere che i familiari si sentano impotenti e spesso si colpevolizzano perché non hanno capito prima la gravità del problema e anzi sono stati troppo duri:

“È colpa mia che non me sono accorto prima” o “gli ho detto tante volte su alzati e datti da fare, smettila di stare sempre a letto”.

I familiari non devono sentirsi impotenti e neanche in colpa, perché la Depressione è un disturbo complesso, le cause sono sempre più di una, e la cura della depressione necessita di specialisti, e anche se un familiare ha fatto degli errori (ognuno ne fa) deve sapere di essere una risorsa e non un ostacolo per la salute del suo caro.

Terzo errore: non rimanere fermi

All’inizio la Depressione ha un andamento lento: la persona inizia a sentirsi stanca, poi fa fatica a portare avanti le normali attività quotidiane e alla fine perde l’interesse e la voglia di fare qualsiasi cosa che prima la gratificava. Spesso da parte dei familiari c’è un atteggiamento di attesa: “capita a tutti di avere un momento stressante, passerà”. Ma quando si iniziano a vedere dei cambiamenti che durano più di qualche settimana, è bene non aspettare, non rimandare la richiesta d’aiuto. Un eccessivo ritardo nella cura della depressione ritarda e complica anche la guarigione. Quello che deve indurre a muoversi rapidamente nel chiedere aiuto è la persistenza del malessere: ogni giorno la persona peggiora, diventa sempre più triste, apatica e non gli interessa più nulla, neanche la vita stessa.

Primo consiglio: mettere da parte i conflitti

Ora daremo dei consigli che favoriscono una buona cura della depressione. Di fronte al sorgere di un disturbo come la depressione sarebbe utile che i familiari stretti (moglie e marito, madre e padre) riattivassero la comunicazione. Anche se la relazione ha degli aspetti problematici, è necessario che si rinsaldi, è utile mettere da parte litigi e conflitti e mettere al primo posto la cura del familiare, che soffre di depressione. La persona malata ha bisogno di relazioni affettive per iniziare il suo processo di cura della depressione. Un coniuge dovrebbe mettere da parte i dissidi ed occuparsi della moglie o del marito, e i genitori dovrebbero mettere da parte i loro conflitti per occuparsi del figlio. Inoltre bisogna sapere, ed è un dato scientificamente provato, che i litigi e i conflitti familiari non sono la causa di un disturbo depressivo; anche se, sono un fattore di stress che può ostacolare la cura della depressione stessa.

Secondo consiglio: ripristinare il dialogo

Spesso quando si capisce che qualcosa non va e prima che venga fatta una diagnosi e si intraprenda un percorso di cura della depressione, i familiari, per il senso di impotenza o di colpa, non parlano più con la persona sofferente. Invece sarebbe utile una comunicazione lineare, “mi sembra che ci sia qualcosa che non va nella tua tristezza e nella tua stanchezza, forse mi sbaglio? Andiamo a sentire il parere di una persona esperta?”. Spesso chi sta male, soprattutto se soffre di depressione, fa fatica a valutarne l’entità e soprattutto a chiedere aiuto”. Chi soffre di depressione spesso ha basato la propria identità sull’autonomia e sull’indipendenza e sul sentimento di dovercela fare da solo sempre e comunque.

Terzo consiglio: andare in un centro di trattamento integrato

Quando si soffre di depressione, è bene evitare lo specialista singolo, bisogna andare in un centro di trattamento integrato, dove il paziente e i suoi familiari saranno seguiti da una equipe composta da tre figure: psicologo, psicoterapeuta e psichiatra. Andare in un centro specializzato esclusivamente sulla cura della depressione, permette ai professionisti di dialogare insieme per trovare la cura della depressione tagliata su misura per la singola persona, e per i suoi famigliari. Un elenco di questi centri pubblici su tutto il territorio nazionale si può reperire sul sito del ministero della salute, mentre a livello privato sul territorio lombardo a Milano è presente lo studio di psicoterapia cognitiva DisUmore.